“Strategia internazionale contro le Ong”. Scatta il soccorso rosso pro migranti per la Sea Watch

Scritto il 17/07/2026
da Francesca Galici

Bonelli difende il comandante indagato e accusa destra e stampa di voler criminalizzare i soccorsi in mare dopo l’inchiesta sull’intervento della nave

Era prevedibile e alla fine è accaduto: per la Sea-Watch, dopo l’inchiesta giornalistica di Fausto Biloslavo arrivata anche sul quotidiano francese Le Figaro su un intervento sospetto della Ong tedesca, si è attivato il soccorso rosso. Non è una novità che la sinistra radicale, in parlamento rappresentata da Avs, abbia sempre appoggiato le Ong e anche stavolta non fa eccezione, con Angelo Bonelli che ha preso personalmente la parola per attaccare questo quotidiano, che ha fatto l’inchiesta, e i politici che hanno chiesto conto di quelle immagini.

“Ancora una volta il governo Governo Meloni e queste destre si accaniscono da giorni contro chi si batte per salvare vite in mare. Questa volta tocca al comandante della Sea Watch 5, che rischia fino a 20 anni di carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È lo stesso copione di sempre: si processano i soccorritori e si proteggono i trafficanti”, ha dichiarato Bonelli. Che Anne van Dam fosse indagato, però, si sa da giugno, da quando le autorità sono salite a bordo della Sea-Watch per effettuare i controlli, perquisire e sequestrare le carte di bordo. La notifica di indagine è stata contestuale per il comandante (come reso noto anche da questo quotidiano). Può essere considerato alla stregua di un “atto dovuto” che piace tanto alla sinistra, necessario per svolgere gli accertamenti a fronte di una segnalazione per un intervento anomalo, confermato anche da Sea-Watch, che ha visto il rhib della Ong affiancarsi a una lancia veloce comandata da due uomini incappucciati e armati, da cui sono scesi i migranti a bordo (tutti con giubbotti di salvataggio) per salire sull’imbarcazione della Ong. È un’operazione diversa rispetto a quella descritta inizialmente dalla Ong, che a maggio nel comunicato parlava genericamente di “persone in difficoltà in mare”.

Ma Bonelli in questo senso non sente ragioni, le Ong sono i buoni e il governo, insieme ai media non allineati alla narrazione della sinistra, sono i cattivi. “Da anni le Ong denunciano i veri meccanismi che alimentano il traffico di esseri umani. Eppure continuiamo a chiederci perché nulla sia stato fatto contro i principali trafficanti e i capi delle milizie che operano indisturbati sulle coste libiche. Emblematico, in questo senso, è il caso di Almasri: questo governo non solo non lo ha consegnato alla giustizia, ma lo ha anche rispedito in Libia con un volo di Stato. Altro che lotta ai trafficanti”, punge Bonelli, omettendo un dettaglio fondamentale anche in questo caso: prima di arrivare in Italia, Almasri ha girato tranquillamente mezza Europa. Le procedure si sono attivate solo nel momento in cui ha varcato il confine di questo Paese: una coincidenza mai analizzata adeguatamente. Ma è sul finale che Bonelli sferra l’attacco ai giornali non graditi: “Colpisce inoltre la perfetta sincronizzazione dell'offensiva politica e mediatica: dalle dichiarazioni dei principali esponenti della destra italiana fino alla diffusione, nelle stesse ore, di analoghe ricostruzioni sulla stampa francese, immediatamente rilanciate dall'estrema destra d'Oltralpe. È evidente il tentativo di costruire una narrazione internazionale che trasforma chi soccorre persone in pericolo in un bersaglio politico. Non è una coincidenza, è una strategia internazionale per criminalizzare la solidarietà”. È sempre lo stesso copione a sinistra: quando le inchieste giornalistiche sono scomode a quella parte politica non esiste più il diritto di cronaca ma si insinuano strani giochi di potere.