La parola chiave è contenuta nel decreto firmato dalla procura della Repubblica di Milano con cui è stato richiesto al Gip di archiviare l'indagine penale sul conto di Gianluca Rocchi (foto), designatore di serie A e B, e successivamente della società Inter iscritta nel registro degli indagati qualche giorno prima. La parola chiave è «interferenze». Interferenze sulle designazioni arbitrali ricevute dallo stesso Rocchi attraverso i suoi collaboratori. Il faldone raccolto dal pm Ascione sarà trasmesso alla procura sportiva della federcalcio e a quella del Coni per la competenza in materia di giustizia sportiva. La parte del fascicolo riferita alle famose «bussate» alle vetrate di Lissone è stata invece trasferita, per competenza territoriale, alla procura della Repubblica di Monza. Dai prossimi giorni pertanto l'incartamento finirà sotto la lente d'ingrandimento di Chinè, capo della procura federale. Ha 60 giorni di tempo, nel caso ritrovasse materia per rinviare a giudizio qualche tesserato, per esaminare i documenti e in particolare le intercettazioni raccolte in sede penale. Questo significa che andremo, nella più veloce delle previsioni, all'autunno prossimo. Di qui la prima certezza: eventuali provvedimenti disciplinari avranno efficacia sulla prossima stagione.
In chiave sportiva, l'inchiesta si gioca sulla parola «interferenze» che non ha avuto alcun effetto sulla regolarità delle partite, quindi non si configurerebbe l'illecito che prevede la responsabilità oggettiva della società coinvolta. In questo caso può scattare l'articolo 4 del codice di giustizia sportiva (principio della lealtà, correttezza e probità) che prevede sanzioni che vanno dall'ammenda alla penalizzazione. Toccherà allora a Chinè valutare se possano costituire materia per un rinvio a giudizio alcune frasi attribuite a Rocchi («i neroazzurri rompono a bestia»), a uno dei suoi collaboratori (il vice Tommasi: «è una cosa assurda che Sozza non possa più fare l'Inter»), o al suo portavoce Pinzani («Schenone mi ha detto: guarda so che Marotta ne stava parlando con Viglione», capo ufficio legislativo della Figc, con riferimento pare alla trasmissione Open Var) e «per me (tengono di più, ndr) al Bologna, gli manderò Colombo», match con l'Inter ko. Pure la gestione di questi delicati casi rientrano tra le prime verifiche sul nuovo corso inaugurato dal presidente Malagò.

