Le toghe rosse riprendono i giochi di potere dopo il referendum. E nel mirino dell'Anm finisce il presidente della Scuola Superiore della Magistratura, il professor Mauro Paladini, reo di aver espresso giudizi favorevoli sull'operato del governo Meloni in tema di giustizia. Paladini oggi occupa una poltrona da sempre simbolo dell'egemonia culturale della sinistra. Un tassello che il sindacato dei magistrati si è visto strappare nel marzo scorso, quando il Csm non ha confermato la nomina dell'ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, incoronando al vertice, con un voto a maggioranza, il professore che per la sinistra è troppo vicino al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Da quel momento in poi le toghe hanno dichiarato guerra alla Scuola, alzando sempre più il tiro delle polemiche. Prima con una nota al vetriolo dell'assemblea generale dell'Anm del 16 maggio, in cui l'associazione ha tentato un atto di forza mai sperimentato nei vent'anni di vita della Ssm che garantisce la formazione di tutti i magistrati italiani: la richiesta di rendere pubblici i verbali secretati delle sedute che hanno portato alla sostituzione della Sciarra con Paladini. Il vertice della tensione, però, si è toccato lo scorso 4 luglio, quando all'assemblea del Comitato Direttivo Centrale dell'Anm il segretario generale Rocco Maruotti (in foto) si è lanciato in un'intemerata che ha scatenato la reazione del Csm. «Con una punta di polemica - dice Maruotti ai colleghi -, abbiamo detto che non poteva non stupire che la sostituzione della professoressa Sciarra fosse avvenuta con un autorevole professore, che però aveva legittimamente sostenuto le posizioni di quella parte della politica che, non solo a nostro giudizio, con la riforma costituzionale del Csm mirava a mettere in crisi l'equilibrio tra i poteri dello Stato e che la decisione ovviamente ha suscitato ulteriori perplessità sotto il profilo dell'indipendenza del direttivo della Scuola dalla politica». Parole che, per i due membri laici del Csm Isabella Bertolini e Claudia Eccher, appaiono «gravemente lesive dell'immagine stessa della Scuola». Tali afffermazioni sono alla base dell'apertura di un procedimento disciplinare al Csm contro Maruotti, in quanto non può essere »sottaciuto il fatto che un magistrato, in un ruolo associativo, abbia messo in discussione l'indipendenza del presidente della Scuola superiore della magistratura». Fattp che ha scatenato l'ira del sindacato, che in una nota firmata dal presidente Giuseppe Tango parla di «un precedente grave e inaccettabile. «Colpire il Segretario generale per l'esercizio del suo mandato significa colpire l'Anm».
Scuola dei magistrati, aperto un fascicolo sul capo Anm
Scritto il 17/07/2026
da Rita Cavallaro

