Negli Stati Uniti è allarme rosso in casa dem. Le elezioni di midterm del prossimo novembre rappresentano l’unica possibilità per il partito dell’asinello di conquistare la Camera e porre un freno all’agenda di Donald Trump e rendere così il capo della Casa Bianca un’”anatra zoppa” per i restanti due anni del suo mandato. Nelle ultime ore però il tycoon si è rivolto alla nazione per denunciare brogli elettorali alle consultazioni del 2020, vinte da Joe Biden, e per spingere il Congresso (inclusi diversi repubblicani) ad approvare il Save America Act, il disegno di legge fermo al Senato che introdurrebbe limitazioni al voto per corrispondenza e richiederebbe l’obbligo di presentare un documento di identità per votare e la prova della cittadinanza statunitense per registrarsi al voto. Misure che, se approvate, potrebbero scoraggiare l’affluenza alle urne dei simpatizzanti del partito democratico. E mentre incombe la battaglia a Capitol Hill, i democratici Usa temono, come ipotizzato persino dal repubblicano neocon Robert Kagan in un’intervista a La Repubblica, che Trump, mettendo in discussione l’affidabilità del processo elettorale americano, stia aprendo la strada anche alla contestazione del risultato delle elezioni in autunno, in caso di sconfitta del Gop.
Su questo sfondo, il partito democratico ha già cominciato a condurre “esercitazioni” per contrastare eventuali tentativi del presidente americano o di attori stranieri di influenzare le consultazioni di midterm. Il primo a dare notizia il mese scorso dei wargame realizzati dai dem è stato Politico, il quale ha rivelato che il leader della minoranza Chuck Schumer e altri nove senatori della stessa compagine si sono riuniti con i principali esperti elettorali del partito dell’asinello per simulare risposte ad una serie di scenari estremi che potrebbero concretizzarsi prima e dopo il giorno delle votazioni. Tra queste, la presenza di agenti federali nei seggi, il sequestro di schede in Stati chiave e le già citate interferenze dall’estero che hanno trovato ampio spazio nel discorso pronunciato la scorsa notte da Trump.
I democratici starebbero quindi pianificando azioni legali per impedire agli agenti federali o a cittadini armati di accedere ai seggi. Iniziative legali sarebbero allo studio anche qualora l’amministrazione Trump dovesse confiscare le schede elettorali in competizioni chiave che potrebbero decidere il controllo del Congresso. Inoltre, stando a quanto reso noto da Politico, sarebbero state predisposte strategie di comunicazione tra leader eletti, campagne elettorali e gruppi di pressioni per contrastare la disinformazione e le notizie false volte a seminare sfiducia nei risultati. Uno degli scenari analizzati nel corso dei wargame riguarda poi una possibile operazione di influenza straniera attraverso deepfake generati dall’intelligenza artificiale e una repressione federale contro i media che cercano di denunciare la campagna di disinformazione
Schumer ha dichiarato che “Trump ha parlato ripetutamente di rubare le elezioni (...). E guai a noi, e guai a chiunque creda nelle elezioni libere e non prenda sul serio queste affermazioni”. “Saremo preparati a qualsiasi cosa ci scaglierà contro”, ha aggiunto il leader della minoranza.
Le prove di emergenza dei dem contro la minaccia Trump, che in un’intervista rilasciata ad inizio anno ha affermato che i repubblicani dovrebbero “nazionalizzare le votazioni” in diverse località, sono in pieno svolgimento. Secondo il sito di Ms Now, oltre una ventina di parlamentari dem si sono riuniti questa settimana a porte chiuse per una “sessione strategica” in cui hanno simulato come reagire ad un’eventuale interferenza del presidente nelle elezioni di midterm. Il tycoon “farà tutto il possibile per sovvertire le elezioni”, ha detto il deputato Joseph Morelle che ha organizzato l’incontro precisando che il suo team sta valutando “oltre 100” scenari di intervento da parte di Trump o dei suoi alleati.
In base ad uno degli scenari presi in considerazione dalla squadra di Morelle, The Donald, non riuscendo a far passare al Congresso il Save Act potrebbe dichiarare lo stato di emergenza e implementare per via amministrativa alcune modifiche alle regole elettorali. Il deputato ha chiarito che i democratici hanno avvocati pronti ad intentare cause legali in tutto il Paese e praticamente per qualsiasi caso. Con la speranza che l’abbaiare del capo della Casa Bianca non si traduca in morsi pericolosi alla democrazia americana.

