È sera e invece di cucinare si decide di ordinare la cena d'asporto. Le possibilità sono due: Uber Eats o Glovo. Da oggi però non ci sarà più bisogno di scegliere. Uber Technologies ieri è riuscita ad acquisire il gigante tedesco Delivery Hero, che controlla Glovo, con una maxi offerta di 13 miliardi di euro. Le due società unite servono oltre 99 paesi nel mondo, sia con le consegne che con «taxi», con un volume di merci pro forma di 236 miliardi di dollari.
Guardando ai dettagli dell'offerta pubblica di acquisto volontaria, Uber offrirà agli azionisti di Delivery Hero 41,5 euro per ciascun titolo, con un premio del 127% rispetto ai circa 18 euro di tre mesi fa. Questo accordo non arriva come un fulmine a ciel sereno: lo scorso 23 maggio Uber aveva provato con un primo approccio, offrendo però solo 33 euro per azione. Negli ultimi mesi il titolo di Delivery Hero è tornato a crescere con forza sul Dax di Francoforte fino ad arrivare, ieri sera, a valere più di 38 euro ad azione. L'accordo non riguarda però solamente gli azionisti, ma anche una serie di assicurazioni nei confronti dei dipendenti della società tedesca. Ufficialmente, la sede centrale di Delivery Hero rimarrà a Berlino e, almeno fino al 2029, non ci saranno modifiche in termini di forza lavoro. Inoltre, Uber si impegna a investire 2 miliardi di euro in Germania entro il 2031, spingendo sia sulla forza lavoro, che sul lancio di veicoli autonomi in partnership con l'industria automobilistica tedesca.
Dara Khosrowshahi, l'amministratore delegato di Uber ha commentato così l'operazione «Unendo le nostre piattaforme, Uber estenderà un servizio di consegna affidabile e conveniente a molti milioni di persone in alcune delle economie più dinamiche del mondo, creando al contempo maggiori opportunità per commercianti e corrieri».
Insomma, dietro un semplice ordine della cena si gioca ormai una partita da miliardi di euro, combattuta tra pochi colossi con ambizioni sempre più globali.

