"Edicole presidi di democrazia". Il piano della Fieg

Scritto il 17/07/2026
da Gian Maria De Francesco

L’audizione di Riffeser

«La progressiva riduzione della rete di vendita della stampa non è soltanto un problema economico o commerciale. È una questione di interesse pubblico che riguarda il pluralismo dell'informazione, la coesione territoriale e la qualità della nostra democrazia». Con questa ferma dichiarazione il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti (in foto), ha aperto l'audizione davanti alla Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni, riunita insieme ai sindacati degli edicolanti per affrontare la crisi dei punti vendita. Il vertice degli editori, da sempre sensibile al ruolo sociale dell'informazione, ha presentato un pacchetto di riforme concrete per salvare i negozi di prossimità, specialmente nelle aree più fragili, come i piccoli comuni e le periferie, dove l'edicola spesso rappresenta l'ultimo baluardo dello Stato e della socialità. Tra le proposte spiccano la semplificazione amministrativa, programmi di sostegno economico stabili e il riconoscimento della vendita dei giornali come servizio di interesse generale. Per Riffeser Monti si tratta di una battaglia di civiltà che richiede un forte asse di collaborazione tra le imprese, il Governo e le amministrazioni locali. «Chiediamo alle Regioni di considerare il sostegno alla rete delle edicole come un investimento strategico per garantire a tutti i cittadini il diritto a un'informazione professionale, verificata e pluralista», ha incalzato il presidente, sottolineando che la democrazia si difende anche garantendo la presenza fisica dei giornali sul territorio. «La tutela del pluralismo», ha concluso Riffeser Monti, «non riguarda soltanto la produzione dei contenuti editoriali, ma anche la capacità di farli arrivare concretamente a tutti i cittadini. È su questo terreno che chiediamo alle Regioni di assumere un ruolo da protagoniste, affiancando gli interventi dello Stato con politiche strutturali a sostegno della rete delle edicole e delle imprese di distribuzione della stampa».