Tutto pronto per il periodo d'adesione all'offerta di Poste Italiane su Tim. Ieri la Consob ha approvato il documento dell'Offerta pubblica di acquisto e scambio e quindi l'operazione può prendere il via. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante (nella foto) ha fatto sapere che, come concordato con Borsa Italiana, il periodo di adesione avrà inizio alle ore 8:30 del 20 luglio (lunedì) e terminerà alle 17:30 dell'11 settembre.
Nel frattempo, Tim sabato riunirà il suo consiglio d'amministrazione per esprimere un parere formale di congruità sul prezzo dell'Opas di Poste Italiane. Il corrispettivo dell'offerta prevede una componente in denaro di 1,67 euro - ricorda una nota - e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.
L'arrivo dell'autorizzazione dell'authority, per la cui guida è stato indicato Guido Stazi dopo la presidenza vicaria di Chiara Mosca, ha inoltre avuto la ricaduta diretta di far slittare il piano industriale che Tim avrebbe dovuto presentare il 29 luglio. Già Poste Italiane, in occasione della comunicazione del via libera di Banca d'Italia, aveva reso noto che, alla luce «dell'evoluzione attesa della tempistica e delle circostanze determinate dall'imminente avvio del periodo di adesione dell'offerta, diversamente da quanto annunciato il 7 maggio 2026, nel corso dello Strategy Update previsto per il prossimo 24 luglio 2026, saranno presentati al mercato, in conference call, esclusivamente i risultati finanziari consolidati relativi al secondo trimestre e al primo semestre 2026». Il piano industriale, inizialmente atteso per il 24 luglio, cioè viene rimandato.
Il gruppo Poste aveva presentato la sua offerta lo scorso marzo, dopo aver messo a segno una campagna di rafforzamento nel capitale operata in più passaggi. A febbraio 2025, infatti, era arrivato l'ingresso nel capitale rilevando il 9,8% di Cassa depositi e prestiti in cambio della partecipazione nel gruppo dei pagamenti Nexi. Poi Poste, tra marzo e dicembre del 2025, è arrivato a rilevare l'intera quota dai francesi di Vivendi, che erano finiti in rotta di collisione con l'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, che aveva concluso la vendita della rete fissa al consorzio guidato dal fondo d'investimento americano Kkr. L'ingresso in Tim ha lanciato il titolo dell'ex monopolista che negli ultimi anni si è segnalato come uno dei migliori a Piazza Affari, con un'azienda ritornata all'utile per mezzo miliardo di euro alla fine dello scorso anno.
Lo scorso marzo, Poste - assistita tra gli altri anche da Intermonte come advisor finanziario - ha deciso di lanciare un'offerta totalitaria (aveva già oltre il 27% del capitale) con l'obiettivo di creare un grande polo digitale nazionale.