Classi variegate e una lezione di civiltà

Scritto il 17/07/2026
da Stefano Zecchi

L'Invalsi è una fotografia della scuola italiana che descrive alcune competenze fondamentali e misura la condizione di specifiche realtà, pur non raccontandoci come studiano gli studenti a scuola, cosa vorrebbero per migliorare il loro apprendimento, quale sia la qualità della relazione educativa tra insegnante e docente. Ma gli indicatori che ci presenta sono preziosi e non sono da liquidare come test burocratici. L'Invalsi, dunque, non ci dà un testo per una discussione ideologica sulla nostra scuola, anche se proprio in questa prospettiva talvolta erroneamente viene utilizzato, ma offre delle percentuali di dati sensibili, utili per cogliere le più rilevanti complessità del sistema scolastico. Tra queste, quella che mi sembra più rilevante su cui riflettere, è la composizione delle classi. Nei primi gradi di istruzione sono sempre più eterogenee, frequentano, cioè, bambini e bambine delle più diverse nazionalità non europee, con storie e tradizioni, religioni e usanze molto diverse da quelle dei nostri piccoli. In questo contesto, il lavoro degli insegnanti è straordinario, proprio nel senso letterale della parola: è al di fuori dello schema ordinario dell'insegnamento che, inevitabilmente, diventa disomogeneo, non riesce a spiegare a tutti nello stesso modo, dando risultati diversi. Ora, se l'obiettivo principale rimane quello di ridurre le disuguaglianze e rafforzare il recupero degli studenti, è evidente che viene penalizzata la qualità dei livelli di studio. E, infatti, si farà un gran parlare del calo dell'apprendimento della matematica nella scuola primaria, ma ciò dipende anche dalla specifica tecnica di insegnamento necessaria per far studiare quella disciplina, che non può che essere appresa in modo disomogeneo dai bambini con un background molto diverso tra loro: più facile e suggestivo affascinarli con un racconto o una poesia, più difficile mettere loro in testa che 2 + 2 fa quattro e c'è poco da discutere. A tutti si vuole dare le stesse opportunità di studio, anche se si abbassa un po' il livello. Non a caso, il risultato più significativo messo in luce da Invalsi è l'ampliamento della platea scolastica e la diminuzione della dispersione, che rappresenta un risultato di grande civiltà, collocando l'Italia nei primi posti tra i Paesi europei.