"Tutto quello che voglio, ce l'ho". Tre anni fa, in occasione del suo ottantesimo compleanno, era così che ci aveva risposto Vittorio Feltri quando gli avevamo chiesto che regalo avrebbe voluto ricevere. Da ieri, sappiamo per certo, non può più rispondere allo stesso modo. Ma quel 25 giugno 2023, lei era ancora seduta dall'altra parte del tavolo nella sala da pranzo della loro casa milanese ed è esattamente su di lei che avevamo scelto, non senza stupore del nostro direttore editoriale, di puntare l'obiettivo. Enoe Bonfanti è stata la moglie di Feltri per cinquantotto anni (allora erano cinquantacinque), quindi un personaggio da romanzo. Cinque figli assemblati in maniera variopinta (due di Feltri e della prima moglie scomparsa, due avuti assieme, un nipote adottato da entrambi) e tirati grandi con lo stesso amore, cinque anni più del direttore, dolcissima e granitica, onnivora di letture, decisamente ironica (diversamente non avrebbe potuto resistere). Per anni di lei non si sono conosciute neppure le sembianze.
Eppure, la Bonfanti era sempre a casa, la Bonfanti era casa. Ad aspettare di accogliere chiunque si presentasse al desco e a qualunque ora, con la televisione che andava a rullo sui tg e le pile di giornali sul tavolo. Una pazienza imparentata col sovrannaturale o forse solo una capacità di comprendere fuori dal comune. C'è mai stato un momento del suo matrimonio in cui ha detto basta, la chiudo qui le avevamo chiesto quel giorno tanto per aprire la conversazione con un argomento facile... "Tutte le settimane" ci rispose ridendo. "Prima piantavo il muso per tutto. Come quando tanti anni fa Vittorio mi propose due camere da letto separate, all'inizio mi offesi molto. Poi finii per consigliarle a tutte le mie figlie. Imparai a prendermi cura di me e a non prendermela per tutto. In fin dei conti Vittorio è un uomo molto buono e generoso. È eccessivo nel bene e nel male. Ma è soprattutto una persona leale. E credo che mi voglia molto bene".